Il nuovo Graph Search di Facebook: tra boria e opportunità

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Di Nicola Fabbri – Nettamente

Come funzionerà davvero, per ora, nessuno lo sa. Per capire davvero come sarà e cosa cambierà quindi non resta che aspettare. Mentre ce ne stiamo alla finestra, possiamo solo fare qualche ipotesi e qualche considerazione.

Il Graph Search è un progetto interessante, tremendamente ambizioso e ancor più complesso sul versante tecnico. In poche parole Graph Search consentirà di effettuare ricerche dentro la piattaforma e dentro ai dati di Facebook o, meglio, tra ciò “che è stato CONDIVISO”. In pratica dovrebbe consentire di effettuare ricerche “socializzate”, di cercare ad esempio “ristoranti a Firenze che piacciono ai miei amici” o “persone che amano Bruce Springsteen a Modena”.

Funzionerà? Sarà UTILE per le nostre ricerche e la nostra vita di tutti i giorni? Se sì, sarà ugualmente utile anche per ricerche più squisitamente business o si fermerà all’ambito della vita per così dire “sociale” e all’intrattenimento (accusa questa già oggi mossa da più parti a Facebook)?

Nessuno può dirlo, ad essere onesti: l’inveterata, grossolana e deludente inefficienza degli strumenti di ricerca Facebook non è certo di buon auspicio, ma non sarebbe nemmeno la prima volta che il team di Facebook sorprende positivamente. E se funzionerà cambierà molte cose, questo è indubbio.

A Menlo Park sembrano convinti che il Graph Search cambierà TUTTO.
Una certa dose di boria e di spacconeria, d’altra parte, alla squadra di Facebook non è mai mancata: di recente Vaughan Smith, il responsabile del Corporate Development di Facebook, ha affermato che gli utenti “non vogliono entrare nel web, vogliono entrare in Facebook”. Che è un po’ come dire che il resto di Internet, da Google a Twitter, da Youtube ad Amazon, non conta poi granché.

Parole grosse e sopra le righe, che ricordano le dichiarazioni pre-partita, testosteroniche e un po’ “naif” di certi allenatori.
Parole grosse alle quali, almeno fino a oggi, fanno da contraltare risultati economici deludenti e un andamento del titolo in Borsa che certo non può essere definito entusiasmante.

Facebook è un gigantesco ecosistema, con oltre un miliardo di utenti, che possiede un tesoro di inestimabile valore fatto di dati sulle relazioni tra utenti, sulle condivisioni, sui “mi piace”, sulle ricerche effettuate (e verosimilmente quasi mai coronate da successo). È IL social per eccellenza, quello dove le persone si incontrano davvero, con tutto il loro carico di creatività, intelligenza, idiozia e ignoranza. Uno spaccato dell’umanità, così com’è, putrida o geniale, pura e schifosa: è IL social con l’anima, bianca o nera che sia.

In questo si contrappone nettamente a Google Plus, tuttora troppo tecnico e popolato prevalentemente da professionisti che lo utilizzano con competenza e scaltrezza, ma con ben poco trasporto umano.
Il confronto/scontro con Google è ormai diventato una delle faglie più calde dell’intero panorama Internet. Sul versante social non c’è paragone, Facebook stravince a mani basse; ma su quello dell’efficienza e del denaro, è Google a farla da padrone.
Dal punto di vista della raccolta economica e dell’efficienza di intermediazione business, infatti, tra Google e Facebook non c’è partita: troppo ampio il divario, troppo efficiente il primo rispetto al secondo, sia dal punto di vista della raccolta finanziaria per le proprie casse, sia da quello dell’efficienza nel generare business per i propri utenti.

Graph Search sarà la svolta definitiva per Zuckerberg e compagni? L’arma finale contro l’odiato nemico Google? Staremo a vedere: Internet è un luogo fluido, dove tutto può cambiare rapidamente.

 

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